„La psicoterapia è un lavoro che si fa in due, e i cui risultati appartengono a uno solo."

Bruno G. Bara, Manuale di psicoterapia cognitiva, 1996

Psicoterapia Cognitiva

Il percorso psicoterapeutico

Nel vasto panorama degli orientamenti e degli approcci teorici al lavoro clinico di psicoterapia, quello cognitivo si caratterizza per l'attenzione esplicita e costante alle evidenze ed agli sviluppi della psicologia scientifica di base. La ricerca scientifica dimostra come i pensieri e le emozioni, scatenati in noi dagli eventi esterni che ci coinvolgono, siano strettamente connessi ai significati attribuiti a questi eventi: la medesima situazione (ad esempio il suono del citofono alle sette del mattino di domenica) può determinare emozioni e comportamenti estremamente diversi tra loro, in accordo con i significati soggettivamente attribuiti (ad esempio "i soliti scocciatori!", oppure "l'amico che aspettavo").

Secondo le teorie alla base della psicoterapia cognitiva, il motivo per cui le persone interpretano gli eventi è legato al bisogno condiviso di dare significato a ciò che le circonda: se ciò non accadesse rischieremmo di essere sopraffatti dalla gran quantità di stimoli a cui siamo continuamente esposti. L'attribuzione di significato agli eventi è qualcosa che avviene in maniera spontanea, sulla base di convinzioni profonde, di pensieri automatici e di meccanismi appresi nel corso dell'esperienza e delle relazioni interpersonali.

Talvolta può accadere che le convinzioni ed i meccanismi in base ai quali diamo significato alle nostre esperienze non siano più completamente efficaci: possono diventare meno funzionali, meno flessibili e non sempre orientati al mantenimento del benessere personale. In queste situazioni si determina la percezione soggettiva di disagio, di malessere e di sofferenza.

Il percorso psicoterapeutico è uno spazio di crescita personale e un'occasione di cambiamento.

Il lavoro psicoterapeutico secondo l'orientamento cognitivo si concentra sulla possibilità di rendere più consapevoli le convinzioni ed i pensieri autonomatici alla base di questo genere di disagio: in un percorso progressivo di condivisione e di riflessione sugli eventi ed i significati ad essi attribuiti, si accresce la consapevolezza dei propri meccanismi di funzionamento e si aprono nuove occasioni per avviarsi in direzione di un cambiamento adattivo.

Le specificità della psicoterapia cognitiva

La condivisione delle aspettative e degli obiettivi consente la costante verifica del percorso

e la riflessione congiunta sul lavoro terapeutico.

Quali sono gli elementi che distinguono la psicoterapia cognitiva dagli altri percorsi psicoterapeutici?

 

  1. IL FONDAMENTO SCIENTIFICO: da sempre i teorici ed i clinici che fanno riferimento a questo modello hanno prestanto costante attenzione alle ricerche scientifiche nazionali ed internazionali. Le tecniche e le metodologie utilizzate sono sottoposte a procedure di validazione, che ne hanno provato l'efficacia per il trattamento di gran parte dei disturbi psicologici (fra questi la depressione maggiore, il disturbo ossessivo-compulsivo ed il disturbo d'ansia generalizzato).
  2. L'ORIENTAMENTO ALLO SCOPO: gli obiettivi del percorso terapeutico sono espliciti e condivisi fin dalle prime sedute. Dopo una prima fase di valutazione della situazione e di analisi della domanda, il paziente ed il terapeuta concordano i tempi, le modalità e gli obiettivi del percorso. Questa modalità rende possibile una valutazione congiunta del lavoro e la verifica dei cambiamenti intrapresi.
  3. IL FOCUS SUL PRESENTE: l'attenzione del terapeuta è rivolta principalmente al "qui ed ora", ci si concentra sui meccanismi di pensiero e sulle reazioni emotive che nel presente rendono meno funzionali le strategie del paziente e contribuiscono al mantenimento della sofferenza. La storia di vita e gli eventi passati vengono osservati, nelle fasi più avanzate della psicoterapia, come utili fonti di informazione sulla situazione vissuta nel presente.
  4. LA COOPERAZIONE ATTIVA DEL PAZIENTE E DEL TERAPEUTA: il luogo privilegiato del lavoro terapeutico ed il principale strumento di cambiamento è la relazione tra il paziente e lo psicoterapeuta. Lo scambio relazionale è il momento favorito di elicitazione e messa in atto dei meccanismi funzionali reciproci che, nello spazio protetto del setting terapeutico, possono essere agevolmente esplicitati, condivisi e resi consapevoli.