„Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore"

James Hillman

Dott.ssa Daniela Bianco Psicologa Psicoterapeuta

Sono laureata in Psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitiva

Iscritta all'Albo degli Psicologi del Piemonte

Socio Ordinario SITCC - Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva 

 

Per approfondire...

la narrazione di sé


 

La parola, il racconto sono l'elemento costitutivo del percorso psicoterapeutico: nella possibilità di trasformare in linguaggio ciò che altrimenti resterebbe non detto risiede una parte importante del processo di cura e di cambiamento. Quando questo avviene all'interno di una relazione il cui intento esplicito e condiviso è quello della cura, il racconto di sé rappresenta un'occasione unica di rilettura ed attribuzione di nuovi significati.

 

Nell'approccio cognitivo post-razionalista "ogni persona è la sua storia" (G. Arciero, 1996), poiché gli eventi di vita che attraversiamo, tutte le nostre esperienze, sono costantemente organizzati, spiegati, descritti ed interpretati secondo modalità che appartengono strettamente a ciascuno di noi. Dunque la possibilità di raccontare la propria storia, in un setting adatto e preparato all'esplorazione ed alla condivisione dei significati, rende l'incontro terapeutico un'occasione di consapevolezza e di cambiamento.

Specificità del percorso terapeutico

 

Nessuna psicoterapia è uguale all'altra.

 

L'unicità del percorso terapeutico è determinata da molteplici fattori, fra i quali l'incontro di due individualità, il qui ed ora che caratterizza il tempo di lavoro in seduta, l'irripetibilità delle storie di vita. Tuttavia ciò che rende speciale, in maniera evidente, il lavoro psicoterapeutico è il suo svolgersi all'interno di un setting strutturato appositamente per rendere possibile l'esplorazione di sé e dei propri modi di funzionare proteggendo la ricerca dei significati profondi dal giudizio e dall'azione.

 

Nella stanza della terapia la dimensione temporale è limitata e contenuta: questo consente al paziente di condurre il terapeuta tanto nel proprio passato quanto nel futuro immaginato, avendo riconosciuto il permesso di allontanarsi e ritornare.

incontrare se stessi

 

"E allora, dunque, chi sei?" domandava Faust, con una domanda che mette l'essere umano in contatto con la propria essenza, una parte intangibile che riguarda ciò che si conosce e si "sa" esistere, ma che non si può vedere, toccare, misurare: il proprio mondo interno.

 

Nel lavoro psicoterapeutico l'

 

E' principalmente osservazione ed esplorazione del proprio mondo interno,  resa possibile attraverso l'utilizzo della relazione interpersonale come strumento di accesso alla comprensione di sé e dei proprio funzionamento.

 

La possibilità di entrare in contatto con i propri stati mentali e di osservarli in maniera consapevole, grazie alla specificità della relazione terapeutica, costituisce uno degli elementi distintivi del lavoro psicoterapeutico e, nel corso del tempo, consente di esplicitare e comprendere il proprio mondo interno.